Valdombra – Le luci di Montebuio è un fantasy middle grade capace di conquistare lettori di ogni età. Con una scrittura fluida e al tempo stesso poetica, l’autrice conduce il lettore in una valle sospesa tra magia e scienza, dove l’immaginazione dialoga con l’ingegno umano.
La protagonista, Guen, è una giovane inventrice che vive sull’ormai spopolato Montebuio. La sua ambizione è tanto visionaria quanto concreta: riuscire a imprigionare i fulmini nelle lampadine per portare l’elettricità in una valle che conosce la luce soltanto per poche ore al giorno. “Bloccata” a Montebuio con i suoi Nonnini, Guen trascorre le giornate progettando congegni che non sempre funzionano; ciò che però non viene mai meno è la sua determinazione. Pur incarnando alcune caratteristiche tipiche dell’eroina fantasy (l’essere orfana, l’originalità di pensiero) riesce a superare ogni cliché. I Nonnini, infatti, non sono legati a lei da vincoli di sangue, ma sono gli ultimi abitanti rimasti in un luogo progressivamente abbandonato nel corso degli anni. Guen li sente come una responsabilità e, al tempo stesso, riconosce in loro la famiglia che ha perduto. Nonostante la sua giovane età si sente responsabile per loro e legata in modo indissolubile al suo villaggio, per il quale si sente ugualmente responsabile. Potrebbe cercare di vivere il suo sogno altrove e realizzare grandi cose, ma sceglie di restare e non rischiare, anche se tutto cambierà con l’arrivo di Teo.
“Se mai una volta nella vostra vita vi è capitato di non essere presi sul serio, di essere derisi per i vostri sogni, di vedere di chiudere tutte le porte in faccia… Questa è la storia che fa per voi.”
Teodorigo è un coprotagonista altrettanto brillante e animato da una profonda sensibilità poiché il suo interesse è rivolto allo studio degli insetti e, in particolare, delle lucciole. Nel regno, questi piccoli esseri viventi sono diventati una risorsa economica preziosissima: allevate per illuminare le lanterne, vengono sfruttate per la loro breve esistenza e poi abbandonate a morte certa. Teo sogna di parlare al re per difendere la loro causa e porre fine a tale crudeltà, ma il suo percorso si rivela tutt’altro che semplice. Da qui prendono avvio le peripezie dei due protagonisti, tra incontri con figure ambigue e personaggi eccentrici, in un susseguirsi di avventure che arricchiscono la trama di ritmo e tensione. Guen e Teo formano una coppia narrativa irresistibile: divertenti, impacciati, intelligenti e profondamente umani. Ciascuno, all’insaputa dell’altro, porta avanti la propria battaglia ideale. La loro amicizia sboccia rapidamente, anche grazie alla parlantina spontanea e trascinante di Teo, capace di coinvolgere chiunque nella sua causa. Grazie a lui Guen capirà molte cose su di sé e sulla sua realtà e allo stesso modo Teo crescerà e maturerà con lei, insieme si compensano e si incastrano come un puzzle ed entrambi usciranno da questa esperienza provati emotivamente ma anche molto arricchiti.
“Ma poi… ce l’avevo, io, una capacità di persuasione? C’era qualcosa che sapessi fare, a parte invenzioni che non funzionavano?”
I personaggi secondari non sono da meno, tutti si incastrano in modo perfetto nelle vicende e sono ben delineati e caratterizzati. Insieme muovono la storia regalando sempre un sorriso ma anche piccole riflessioni.
Valdombra si distingue così per la sua forte impronta antispecista e per l’attenzione ai temi ambientali e animalisti. Al centro della narrazione vi sono dinamiche che invitano alla conservazione dell’ambiente e alla tutela delle specie a rischio, promuovendo rispetto e consapevolezza nei confronti di ogni forma di vita, anche la più piccola. Significativa è inoltre l’assenza di un antagonista tradizionale: il conflitto non si concentra sull’eliminazione di un nemico, ma assume una dimensione sociale, suggerendo che il cambiamento possa nascere da scelte più etiche e responsabili. Proprio per questo l’opera risulta estremamente attuale: i parallelismi con la società contemporanea emergono con naturalezza, offrendo spunti di riflessione mai didascalici ma profondamente incisivi.
Lo stile narrativo si mantiene costantemente elevato: non vi sono momenti di stallo, le dinamiche sono solide e ben orchestrate, e a ogni problema segue una ricerca attiva di soluzione, senza inutili dilatazioni. I protagonisti sono costruiti con cura e carisma, e sostengono l’intera architettura narrativa con equilibrio e vitalità. Pur essendo il secondo volume della serie, il romanzo può essere letto indipendentemente dal precedente: gli eventi passati vengono accennati con misura, senza compromettere la comprensione della nuova vicenda, che introduce un macrotema autonomo e ben delineato. È molto apprezzabile anche il taccuino di Guen riportato all’interno del libro. Le pagine sono piene di dettagli, appunti, bozzetti e sono ricche di colori che richiamano l’attenzione. Non si può non amare questa inserzione che rende il libro più interattivo e interessante, il supporto visivo è un elemento fondamentale nella letteratura per infanzia e middlegrade e aggiunge un coinvolgimento speciale alla lettura. Durante la narrazione sono presenti, inoltre, altri disegni a matita in bianco e nero che aiutano a immaginare personaggi e situazioni, rafforzando l’immagine mentale che ci si crea.
In definitiva, Valdombra – Le luci di Montebuio è una lettura altamente consigliata, soprattutto per la rilevanza dei suoi temi sociali e ambientali e che aiuta ad accrescerne la consapevolezza che al giorno d’oggi è fortemente sottovalutata. È un libro che parla di amicizia, di crescita personale e di difficoltà da superare. Guen e Teo crescono, maturano e nonostante i momenti difficili riescono a superare tutto. Un romanzo coinvolgente, che si legge d’un fiato e lascia il segno, confermandosi un’opera di grande qualità.

Titolo: Valdombra – Le luci di Montebuio
Autrice: Martina Folena
Illustrazioni: Greta Mainardi
Editore: Mimebù
Codice ISBN: 9788831426497
Cosa troverai in questo libro:
- temi ambientali e animalisti
- antispecismo
- amicizia e crescita personale

