Che sia fantastica o storica, nella nostra trama i personaggi vivono in contesti sociali che richiedono dress code, acconciature e trucco diversi.
Gli abiti e l’aspetto dei personaggi sono spesso considerati un aspetto trascurabile dell’ambientazione, perché considerati di ambito femmineo e quindi volubili. Eppure, fino al Settecento europeo, l’alta moda maschile era uno strumento di emanazione del potere tanto quanto comunicativa era quella femminile. Spesso vediamo o leggiamo di situazioni incredibilmente improbabili, sia nello storico che nel fantastico, da personaggi che indossano non meglio chiare “tuniche”, a chi si ferma in ‘fattorie’ di gente vestita di lana eppure non è mai comparsa una pecora in 400 pagine di narrato, etc.
Il costume design è una materia complessa, i cui rudimenti possono essere d’aiuto per chi crea storie nel destreggiarsi nella coerenza interna: un vestito è fatto di materie prime locali e d’esportazione (commercio), è comunicazione (colori araldici), è metro sociale (vestiti pudici e impudici; status quo e rivoluzioni), è sacrale (nudità, materiali puri e impuri, tagli di capelli o monili esclusivi dell’infanzia) ed è di genere (vestiti disegnati per impedire i liberi movimenti di uno specifico gruppo).
Il programma:
Nel corso di questo seminario analizzeremo alcuni esempi visivi -cinema, quadri, teatro, serie tv, fumetti, eventi reali- e narrativi -libri e racconti-, quali hanno funzionato meglio e quali no. Saranno forniti esempi di storia del costume, dalla preistoria al punk. Parleremo dei punti importanti di base per sviluppare in maniera coerente e in autonomia la propria “collezione”, fino a poter dire che è bella bella in modo assurdo.
- Esempi storici di dress code efficaci: con breve storia del costume occidentale. Le fonti su cui ricercare il materiale che ci serve.
- Professioni: dall’invenzione dell’ago alla lavandaia: le professioni per uomini e per donne. Materiali, tinture, decorazioni.
- “barbari” e “civiltà”: come le rappresentazioni visive hanno creato il falso mito dei “vestiti di cenci”.
- Accessori: cappelli, guanti, bastoni, trucco e spadini. Tutto ciò che può caratterizzare il vostro personaggio nella sua società.
- Niente tasche, siamo donne: come la moda ha modificato e imbrigliato il corpo femminile per limitarne e impedirne i movimenti.
- Nudo eroico, chain-bikini e mutande: da Ercole a Conan. Quando il nudo è potenza, quando è sessualizzazione e quando hanno inventato l’intimo. Se necessario, breve approfondimento per la questioni legate ad armature e armamenti.
- Costumi & Ambientazione: i punti importanti per allacciare i bottoni dei nostri personaggi alla coerenza narrativa.
- Sketching: “disegnare” il vestito così da capire se il proprio personaggio riesce a compiere i movimenti, e avere una panoramica a tutto tondo (utile per gli illustratori e fumettisti, così da capire se la regia del nostro storytelling può valorizzare alcuni tagli).
Al termine dell’incontro ci sarà lo spazio per domande, con la possibilità per chi lo desidera di sottoporre i propri lavori per un primo riscontro.
La docente:
Marika Michelazzi è autrice, fumettista e artista milanese. È parte del collettivo di fumettisti indipendenti e autoprodotti Storiebrute ed è parte dell’AIST(Associazione italiana Studi Tolkieniani).Ha studiato storia antica e medievale e comunicazione storica. Ha lavorato nel marketing e collaborato artisticamente con mostre e musei. Ha pubblicato storie brevi a fumetti, illustrazioni e anche racconti, un romanzo e articoli, soprattutto sui legami tra le opere fantastiche contemporanee e i patrimoni culturali dell’antichità. Usa tecniche artistiche tradizionali (matite, ecoline) e lo stile di disegno è l’euromanga. I suoi ambiti principali sono il fantasy storico, lo sword & sorcery, l’epico e l’urban. I suoi scenari principali sono l’Italia etrusca preromana, mediterranea e celtica.



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