Negli ultimi anni di vita dell’impero romano, sul fiume Frigido si affrontano Eugenio, imperatore d’Occidente, e Teodosio, imperatore d’Oriente. Con il supporto dei vampiri dell’aristocrazia senatoria, che mal sopportano l’adesione degli imperatori alla nuova religione, e delle élite combattenti dei lupi mannari sotto la guida del generale Arbogaste, Eugenio vince la battaglia, i due imperi si separano definitivamente e il corso della storia come la conosciamo cambia definitivamente.
Dopo sei secoli di lotte tra le genti, le fazioni e gli individui, dell’impero d’Occidente rimane solo il regno italico. Le tre genti, umani, vampiri e lupi mannari, sembrano aver trovato al suo interno un loro equilibrio. L’ultima guerra è stata cent’anni prima e niente fa sembrare che possa essercene un’altra.
Quando però Leonora, vampiro, contessa di Mondecorvi, si imbatte in due giovani mannari fuggitivi, l’istinto le dice che qualcosa sta per spezzarsi e all’orizzonte si profila una minaccia che potrebbe travolgere la sua contea e con essa tutto il regno.
“Tuonava. Il cielo era ingombro di nuvoloni grigi carichi di pioggia, sospinti da un vento freddo che arrivava da nord. Il lupo mannaro che faceva la guardia nascosto dietro i biancospini lungo le sponde del fiume attese che il rombo si spegnesse, prima di gettare indietro la testa e rompere il silenzio che precedeva l’alba con un ululato lungo e acuto. Arrivano.”

