Orfeo – Musica e Tenebre

Scritto da Francesca Floris

Il retelling mitologico non è mai semplice da scrivere perché il rischio è sempre quello di banalizzare un’opera universale scritta da un genio letterario. Per Tarenzi non era semplice mantenere alto il livello della storia, in questo secondo capitolo della trilogia dedicata a Orfeo, eppure c’è riuscito.

In Orfeo – Musica e Tenebre seguiamo il protagonista e i suoi compagni nei regni terreni per quasi metà libro, li vediamo interagire con popoli diversi, districarsi in intrighi di corte e ciò che è più avvincente è proprio l’inserimento della vicenda di Orfeo in un contesto mitologico più vasto, dove anche altre storie leggendarie, come quella di Giasone e Medea e quella di Ercole, si dipanano fornendo dei pretesti credibili e di più ampio respiro per cui gli eventi accadono.

E in questo clima di complessità, nel senso buono del termine, che le psicologie dei secondari vengono approfondite, mostrandoci dei lati nascosti di figure che spesso percepiamo come macchiettistiche. Medea non è “la donna che ha ucciso i suoi figli”, non ancora e non solo quello: è una persona con grande forza d’animo, sicuramente machiavellica ma armata solo per la propria libertà.

“Quel gelido pezzo di marmo che è mio padre può tenersi tutti i suoi cuscini assieme a qualunque altra cosa mi abbia dato perché era suo dovere darmela. Ringrazio gli dèi per l’istruzione che ho ricevuto, perché è solo grazie a quella se posso lottare, ma non ringrazio per nient’altro al mondo.”

Così come Ercole, personaggio che viene spesso percepito con la superficialità riservata a chi viene giudicato solo per il proprio aspetto, si dimostra non un energumeno senza cervello, ma un uomo pieno di rimpianti, diventato saggio grazie a tutto ciò che ha passato e che mostra il rovescio della medaglia, ovvero tutto ciò che di negativo le sue imprese gli hanno lasciato. Anche Persefone, spesso associata allo stereotipo della vittima, non è solo quello, e riesce a trovare un modo per essere attiva anche nella bruttezza del regno di Ade, trovando, per citare Calvino, ciò che Inferno non è.

Poi, finalmente, arriva la parte dell’oltretomba. Era facile che questa parte assomigliasse a una copia dei viaggi ultraterreni di Dante (ma anche in questo caso, indubbiamente, Tarenzi sapeva già il fatto suo per ovvi motivi), invece è stato fatto un ottimo lavoro. Ci sono gli elementi della catabasi, come l’agnizione (e non solo una) ma il racconto è ancora più incalzante rispetto alla prima metà del libro, non un attimo di respiro, tantissimi elementi da mettere assieme e altrettanti eventi a cui stare dietro. 

La parte nel regno dei morti è la più emotiva, Orfeo incontra molte persone che hanno perso la vita mentre lui compiva il suo percorso e, finalmente, arrivano anche le domande sul suo scopo. Perché la morte di Euridice è stata ingiusta, certo, ma c’è stata, e comincia a domandarsi se sia giunto il momento di accettarla e andare avanti, perché nel mito originale “avanti” è l’unica direzione possibile. Voltandosi indietro si perde tutto. 

“Un’ipotesi, niente di più, ma così assurda che prima di quel momento il terreno che avrebbe potuto farla spuntare nemmeno esisteva in me. L’inconcepibile idea di rinunciare e andare avanti con la mia vita”.

Dopo un finale con cliffhanger non rimane che aspettare il capitolo conclusivo della trilogia. Se per Orfeo – Musica e Tenebre c’era scetticismo dovuto alla possibilità che la storia venisse stiracchiata, ora questi dubbi sono dissipati, perché l’incastonarsi della trama in un contesto più ampio e l’attualizzazione del messaggio di fondo sono abbastanza forti da giustificare una serie di libri. Non ci resta che aspettare. 






Titolo: Orfeo – Musica e Tenebre
Autore: Luca Tarenzi
Casa editrice: Giunti
Genere: fantasy storico-mitologico
Codice ISBN: 9788809930520

Cosa troverai in questo libro:

Figure mitologiche approfondite, archi di redenzione, ricerca del superamento del trauma

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