Orfeo – Sogno e Morte

Scritto da Francesca Floris

Misurarsi con il retelling mitologico non è mai semplice e in questi ultimi anni il mercato editoriale è stato invaso da tanti prodotti che non si sono rivelati all’altezza dell’opera originale.

Per fortuna, la penna di Luca Tarenzi è sufficientemente esperta da non trovarsi impreparata davanti a un’opera del genere e racconta una storia immortale con un ritmo cadenzato e senza mai perdersi in chiacchiere. La prosa, infatti, è molto asciutta, per cui, anche nelle situazioni in cui è necessario fornire delle spiegazioni, non ci sono mai lungaggini scolastiche, di quelle che vengono spesso inserite come sfoggio di cultura per accarezzarsi l’ego più che per esigenze di trama e che qui sarebbero quanto mai state fuori luogo. In questo modo, il retelling dedicato a Orfeo è la commistione perfetta che funziona sia per chi conosce già molto bene la mitologia, sia per chi ci si approccia per la prima volta, proprio perché in virtù del fatto che l’autore non anticipa mai troppe spiegazioni riesce a intessere intrighi che possono risultare sorprendenti in qualsiasi caso. La trama, infatti, è abbastanza fedele al mito, ma è stato necessario rimaneggiare alcune dinamiche al fine di rendere la storia di gusto più contemporaneo.

In effetti, la contemporaneità si manifesta soprattutto nei personaggi: Orfeo stesso viene ritratto come un adolescente che vive in un’epoca spietata in cui la violenza non solo è all’ordine del giorno, ma è addirittura auspicabile, specialmente per i ragazzi come lui. In questo complesso contesto culturale il protagonista cerca di mantenere intatta la sua innocenza, di non farsi mai coinvolgere dalla crudeltà e di condannarla sempre. Orfeo non cerca mai di risolvere le cose con aggressività e anche quando si rivela necessario farne uso, spesso fallisce nell’esercitarla.

“Non fu nemmeno un vero combattimento. Mi ritrovai a terra in un attimo, con la faccia e il petto premuti nella polvere: scalciai selvaggiamente e agitai a vuoto l’accetta, ma una gran botta al polso mi disarmò.”

Lo sguardo di Tarenzi non è mai morboso quando racconta soprusi e prepotenze e addirittura talvolta preferisce riferirli tramite dialoghi e farli accadere fuori campo. In questo modo, leggendo non si sviluppa assuefazione verso la violenza, così, quando viene effettivamente mostrata, l’ondata emotiva che scatena è forte e non si ha la sensazione che l’autore faccia ricorso a pornografia del dolore o shock factor.
La stessa morigeratezza viene mostrata anche nell’altra direzione, quando racconta di sentimenti ed emozioni: la sensibilità del protagonista è spesso in primo piano, un po’ in contrapposizione alla personalità di Euridice, raccontata come la classica ragazza tosta non sempre gradevole e talvolta un po’ prevaricatrice. Un elemento apprezzabile è la verosimiglianza con cui viene ritratto persino l’orientamento sessuale di Orfeo, attratto sia da donne che da uomini, cosa apparentemente superflua, ma in realtà di vitale importanza nella cifra totale della storia – specialmente in prospettiva, soprattutto se si prende in considerazione anche il mercato globale, quando talvolta le preferenze di chi scrive sono involontariamente mostrate in modo molto trasparente.

“Vedendo che lo fissavo si tirò un po’ indietro, sorridendo. Era in ginocchio e il manto di vegetazione sembrava essersi ritratto quasi totalmente dal suo corpo. Ora era nudo, la pelle dello stesso colore di quella di Euridice nel chiarore del fuoco, i muscoli e lineasti dalle ombre, le proporzioni perfette.”

[Parlando di Euridice Nda] “Ma la vista della sua pelle immacolata alla luce del fuoco, delle costole giù fino alla caviglia, mi fece divampare dentro fiamme di tutt’altro tipo”

L’asticella, quindi, è molto in alto sia in termini di caratterizzazione del personaggio, sia per quanto riguarda l’accuratezza storica.

Forse, l’unica doverosa precisazione è che non si tratta di un autoconclusivo. Il finale, infatti, arriva come una botta e sospende la narrazione sul più bello, terminando il primo capitolo di questa nuova trilogia con un cliffhanger.

Non era facile, ma Tarenzi è riuscito a mantenere lirico un contesto fortemente brutale, raccontando tramite una storia che si perde nel tempo, ma che resta sempre umanissima e universale.

Orfeo. Sogno e Morte

Titolo: Orfeo – Sogno e Morte

Autore: Luca Tarenzi
Genere: Fantasy storico
Codice ISBN: 9788809930513
Casa editrice: Giunti

Cosa troverai in questo libro:
Mitologia
Lirismo
Personaggɜ fuori dai canoni

2 commenti

  • Foto del profilo disaraalfino
    sara alfino

    Appena trovata una copia autografata in libreria: mi è saltata all’occhio dopo aver letto questa recensione. Direi un segno 🙂

    • Grazie di cuore di aver letto l’articolo e avermi dato fiducia! Prendo molto sul serio la responsabilità che mi assumo quando consiglio qualcosa e spero vivamente che il romanzo ti piaccia!

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