A Moment of Eternity

Scritto da Francesca Floris

Alcune storie arrivano a noi inaspettatamente, ma al momento giusto, per svelarci una parte della nostra interiorità, nello stesso esatto modo in cui le carte dei tarocchi arrivano a Nina, la protagonista di A Moment of Eternity.

“Sono sempre le lame a trovare le nuove mani che le accudiranno, sfuggendo da altre mani che hanno già servito. A volte passano in eredità, come servitori affezionati alla stessa casa, altre sfuggono e cambiano proprietario perché l’energia che le usava si è corrotta oppure, semplicemente, esaurita”.

Chiunque abbia vissuto un lutto si ritroverà perfettamente in queste pagine, nel modo in cui la percezione del mondo cambi per sempre dopo una perdita e di come l’andare avanti dell’universo sembri una presa in giro al proprio dolore. Non ci sarà infodump in A Moment of Eternity, nessuno spiegone prolisso in queste 216 pagine, perché la capacità di sintesi di Salviati è tale per cui niente è mai solo qualcosa. Ogni singola descrizione mostra un pezzo dell’interiorità di Nina, attraverso i suoi occhi prestiamo attenzione agli stessi dettagli e questo ci racconterà il modo in cui lei elabora la realtà, il modo in cui si sente, senza che le informazioni debbano esserci imboccate. Ogni volta che ci parla di dover ricomporre qualcosa o che piccoli insetti rosicchiano qualcosa sappiamo che è così che lei si sente, spezzata e consumata dall’interno.

Il sistema magico ruota tutto attorno al suo dolore ed è basato su un mazzo di tarocchi che trovano la loro strada verso di lei, che li ricompone uno alla volta. Ciascuno le mostra una delle vicende successe nella Rocca, quasi un personaggio a sé stante, perché per quanto sia un luogo immobile nello spazio non è rimasta fissa nel tempo: per sopravvivere ha dovuto cambiare e adattarsi, scegliere chi dovesse proteggerla e tenere per sé alcune cose, proprio nello stesso modo in cui sceglie Nina, una sua simile nella sofferenza, per dare finalmente pace a qualcosa che la abita. La Rocca ne ha passate tante, ma è ancora lì. Niente rimane uguale per sempre, la fissità che Nina vorrebbe o da cui vorrebbe scappare non esiste se si vuole sopravvivere e questo vale anche per le tradizioni, perché persino i riti pagani hanno dovuto piegarsi al cristianesimo pur di non soccombere. In A Moment of Eternity il lutto viene raccontato come costante, come una parte di sé da accettare senza rimanerne ostaggio, perché la sola cosa innaturale è l’immobilità, non la perdita.

Non c’è niente di scolpito nella pietra, non i riti e nemmeno il dolore, che è fatto per restare, senza retoriche, ma che può essere indossato giorno dopo giorno e magari passato in una minuscola parte a qualcuno che ci aiuti a portarne il peso senza giudicarci, e non esistono nemmeno cose solo buone o solo cattive. In altri romanzi il dualismo tra luce e buio viene spesso inteso in termini assoluti come bene e male, mentre qui vengono intesi come parti necessarie alla natura per fare il suo corso: non c’è niente di particolare o di magico nella notte, ci sono le stesse cose che ci sono alla luce, ma, ancora una volta, siamo noi a percepirle diversamente. Solo che passare troppo tempo nell’oscurità ci porta ad abituarci e smettiamo di credere che possano esistere i colori, così come quando siamo sotto al sole tendiamo a darli per scontati, non li notiamo, non diamo loro importanza finché non li perdiamo e le ombre non sono il male, perché servono a dare profondità agli oggetti. Nemmeno il lutto ha solo aspetti negativi, anche se, giustamente, vorremmo non viverne mai uno oppure daremmo qualsiasi cosa per avere indietro chi abbiamo amato, perché aver sperimentato la vera paura mette in prospettiva tutto il resto e i piccoli drammi della vita non sono altro che questo, niente di più.

”Se temeva che le sue parole mi avrebbero spaventata, si sbagliava. Avevo già conosciuto una paura così profonda che niente mi avrebbe impressionato di più: quello che i muri nascondevano mi avevano già sfiorata, toccata.”

“Vedere tante volte l’alba, giorno dopo giorno, mi aveva fatto capire che non c’è stacco, niente di miracoloso che avviene mentre dormi, nessun regalo al risveglio. Se non dormi, se lasci passare le ore e aspetti paziente, l’oscurità e la bruma si sciolgono con naturalezza nel giorno”.


Come detto sopra, le parti fantasy, che in senso proprio partono da metà in poi, riguardano il lutto della protagonista e a questo proposito la cosa interessante è che i tarocchi non le mostrino il futuro, quanto parti di lei che non ha indagato bene o frammenti del passato della Rocca in cui lei possa immedesimarsi. Sono altre le carte che Nina usa per prevedere il futuro, quelle del nonno giocatore d’azzardo: quando il banco ti porta via tutto è il momento di rilanciare. Non sono i tarocchi le carte che le dicono come comportarsi, ma quelle che metaforicamente ha in mano a un ipotetico tavolo da gioco, perché le carte con cui ti capita di dover giocare sono casuali, ma è la tua abilità a decretare chi vince la partita.

Poi, la struttura della storia è un altro elemento molto particolare, infatti, come si è già accennato, la parte fantasy in senso stretto parte solo da un certo punto in poi, con tutta la prima parte del romanzo che serve per gettare le fondamenta dei successivi fenomeni paranormali. Proprio per la mancanza di regole fisse nel sistema magico, si tratta di un low fantasy con influenze storiche. Inoltre, la sintassi e l’ambientazione sono tipicamente italiane: la costruzione delle frasi ricalca talvolta quella tipica del parlato del nostro Paese, persino nei modi di dire del nord in questo Trentino-Alto Adige immaginario. Non ci sarà una trama a tenervi compagnia, ma un viaggio introspettivo che corrisponde alla ricerca di un luogo da chiamare casa, ammesso che possa esistere.

A Moment of Eternity è un libro sul lutto eppure è un inno alla vita. È una storia che sprona a vivere seguendo il proprio cuore finché siamo ancora su questa terra, apprezzando davvero le cose che abbiamo, notandole e celebrandole anche quando le perdiamo, perché anche la morte può essere un miracolo, a modo suo.

”Si deve sempre lascare qualcosa indietro. Qualcuno si illude che basti chiudersi in una scatola – una casa, un ufficio – per tenersi tutto ben stretto e stare al sicuro. Ma non funziona. Quindi, tanto vale uscire fuori e vedere cosa c’è in giro”

Titolo: A Moment of Eternity
Autrice: Isotta Salviati
Casa editrice: Vallecchi
Genere: fantasy storico – low fantasy
Codice ISBN: 9788882522391

Cosa troverai in questo libro:
Elaborazione del lutto, ambientazione italiana, introspezione

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