Ferite e mutilazioni nella narrativa fantastica

Categorie: Corso
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Informazioni sul corso

Una lama attraversa il fianco del protagonista: quanto a lungo potrebbe continuare a combattere? Un colpo alla testa può davvero far perdere conoscenza senza conseguenze? È credibile che un personaggio torni in battaglia subito dopo un’amputazione, una grave ferita o una copiosa perdita di sangue? E che cosa accade al suo corpo nei giorni, nei mesi e negli anni successivi?

Ferite, amputazioni, traumi, ustioni ed emorragie sono elementi ricorrenti nella narrativa fantastica. Molto spesso, però, i personaggi sembrano vivere all’interno di un videogioco: vengono feriti, stringono i denti, ricevono una fasciatura o una magia curativa e tornano immediatamente in azione, come se il corpo non avesse memoria di ciò che ha subito e non ne portasse ancora con sé le conseguenze.

Costruire una ferita credibile non significa trasformare il romanzo in un manuale medico né riempire le pagine di termini anatomici casuali e tediosi.

Il corso manterrà sempre un doppio sguardo:

  • medico, per comprendere che cosa accade davvero al corpo;
  • narrativo, per scegliere che cosa mostrare al lettore e come renderlo credibile senza appesantire il racconto o ricorrere a esagerazioni.

 

Il corso si terrà nelle seguente date:
30 settembre
7 ottobre
14 ottobre
21 ottobre
dalle 18:00 alle 20:00. Per chi non potesse seguire la diretta e ad uso futuro, il corso sarà registrato.

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Cosa imparerò?

  • progettare ferite coerenti partendo dall’anatomia e dalla funzione compromessa;
  • capire che cosa un personaggio ferito possa realisticamente continuare a fare;
  • costruire interventi di primo soccorso compatibili con le competenze dei personaggi e con le risorse disponibili;
  • seguire una ferita nel tempo, dalle complicanze alla cicatrizzazione;
  • rappresentare amputazioni, dolore fantasma, riabilitazione, protesi e disabilità senza ricorrere agli stereotipi più comuni;
  • progettare magie curative e sistemi di rigenerazione dotati di regole, limiti e conseguenze;
  • costruire fisiologie non umane coerenti;
  • adattare cure, diagnosi e possibilità di sopravvivenza all’epoca e alla società raccontate;
  • tradurre le conoscenze mediche in una narrazione chiara e coinvolgente;
  • mantenere la continuità delle conseguenze fisiche anche nei capitoli successivi;
  • scegliere consapevolmente quando rispettare il realismo e quando allontanarsene per esigenze narrative.

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