Ci si potrebbe scoraggiare all’idea di approcciarsi a una lettura che supera le 500 pagine, sebbene ormai un* lettor* fantasy forte è abituat* a questo e altro. Il Wurm Rosso, di Valeria Meivaz è un volume molto generoso, un fantasy militaresco ricco di intrighi di corte e giochi di potere che ha il pregio di convincerti più che dissuaderti, nonostante il numero delle pagine.
La lettura risulta da subito scorrevole e il worldbuilding è talmente d’impatto che staccarsi diventa davvero impegnativo.
Nella società di Trevania il potere è detenuto da una famiglia imperiale che per volontà divina ha ricevuto in dono un potere spaventoso. Sia l’imperatore che i suoi figli sono Custodi di bestie mostruose che usano per spadroneggiare, conquistare e incutere timore negli avversari. La loro supremazia è forte e assoluta, ma un uomo deciderà di opporsi al loro giogo.
Wilhelm subisce sin da piccolo la brutalità del Wurm e perde ciò che ha di più caro al mondo: la sua famiglia. Viene trovato da un nobile che ha pietà di lui e decide di salvarlo e crescerlo come suo figlio. Sconvolto dal potere del Wurm, fa di lui un soldato provetto, gli dà la migliore delle istruzioni ed escogita un piano per inserirlo a corte e sconfiggere il sistema dall’interno. Da semplice soldato, vedremo Wilhelm fare la sua scalata fino ad arrivare in alto, avvicinandosi il più possibile ai figli dell’imperatore e cercando di portare a compimento il proprio piano.
Il romanzo mantiene sempre un’aura un po’ cupa, ma allo stesso tempo affascinante. Non si può fare a meno di restare estasiati durante le trasmutazioni dei Wurm, le bestie assetate di sangue che i principi proteggono dentro di sé. La guerra è devastante, ma i Wurm sono amati dal popolo e più distruggono più vengono elogiati.
Il popolo amava i Wurm. Avevano il potere divino, portavano benessere e sicurezza.
Wilhelm, tramite amicizie e rapporti ben studiati, riesce pian piano ad arrivare alla corte. Qui farà la conoscenza di Elsa Sofia, la Custode del Wurm rosso, il più grande e pericoloso tra i Wurm, dopo quello dell’Imperatore. Poi c’è il principe ereditario, Christian, che custodisce il Wurm verde. Tra Elsa Sofia e il fratello non scorre sempre buon sangue. I due hanno caratteri differenti, nonché vedute completamente opposte. Se da un lato Elsa Sofia non si fa remore a usare il proprio Wurm per demolire e uccidere il nemico, Christian si dimostra più pragmatico e restio a usare il proprio, deciso a risolvere le controversie con una buona dose di fede e razionalità. Infine, c’è Adelheid, la più piccola della famiglia, Custode del Wurm giallo, una grossa serpe marina capace di incutere un eguale timore reverenziale.
Wilhelm si ritrova così invischiato in una tela di bugie e sotterfugi che lo fanno prima avvicinare a un gruppo di rivoluzionari e poi al principe ereditario con il quale condivide il desiderio di mettere fine alla guerra. Ma non sarà tanto facile il suo percorso, ostacolato da situazioni politiche ingarbugliate e sentimenti sempre più contrastanti. Il suo obiettivo è uccidere i Wurm, ma una volta familiarizzato con i loro Custodi, riuscirà a farlo?
In questo libro l’autrice dà spazio a riflessioni molto importanti. La figura del mostro viene associata a persone con cui il protagonista entra in confidenza e che farà fatica a ritenere tali, arrivando persino a provare una sorta di comprensione per loro, piuttosto che odio e repulsione. Fino a che punto può considerarsi mostro una persona che ha paura di perdere la propria umanità liberando la bestia che ha dentro? E poi: si può pensare di essere meno mostruosi davanti a un obiettivo tanto spietato quanto perentorio? Chi è il vero mostro in questa storia?
Insieme al protagonista assaporiamo una vasta gamma di emozioni contraddittorie e umane, ritrovandoci a fare spesso il tifo per lui, ma anche a guardarlo con più circospezione, a volte. Wilhelm è un personaggio grigio e apparentemente freddo, che non si fa scrupoli a usare intelligenza e astuzia per arrivare al proprio fine. È un po’ l’Odisseo della Trevania e questo fa sì che i* lettor* provi allo stesso tempo empatia ma anche diffidenza nei suoi confronti.
Un lavoro di caratterizzazione eccezionale per questo personaggio, ma anche per tutti gli altri.
L’autrice ha dato vita a un ampio ventaglio di personalità, facendo in modo che un po’ tutti si presentino in una determinata maniera ma arrivino, poi, a rivelarsi ben altro. È l’influenza del potere a corromperli, a cambiarli. E anche della guerra. Chi riuscirà a salvarsi? Sorgeranno alleanze impreviste, si mescoleranno le carte in tavola, e tra un gioco sottile di diplomazia e uno più astuto di seduzione, tra corruzione e inevitabili conseguenze, tra imprevisti e segreti svelati poco alla volta, vivremo una realtà avvincente e allo stesso tempo spietata.
In tutto questo mettiamoci anche la presenza di entità sovrannaturali, ovvero i fantasmi che il protagonista riesce a vedere e percepire e avrete soltanto una piccola idea di quanto Il Wurm Rosso sia un fantasy assolutamente imperdibile e imprevedibile.
Una buona posizione va consolidata perché sia davvero sicura.
Aspettatevi di tutto da Wilhelm, un personaggio confezionato con grande cura che dimostra quanto si possa arrivare in alto quando si persevera con fermezza un obiettivo, ma anche quanto possa essere pericolosa e impervia la strada di chi seguita un unico scopo. A volte è necessario fare compromessi, guardare le cose da prospettive diverse e questo Wilhelm lo scoprirà poco alla volta.
Nel romanzo non mancano poi anche le tematiche queer, con personaggi che provano a comprendere ciò che sentono, in un mondo decisamente poco favorevole a relazioni omosessuali, un mondo duro, fatto di guerra e sangue, e in cui qualunque cosa esuli dalla moralità comune viene considerata una deviazione, seppur si comprenda la necessità di tali rapporti in determinate situazioni (sempre che restino un segreto). La bisessualità del protagonista è una sorta di incognita per lui. Wilhelm vuole parlarne e saperne di più, ma sa di non poterlo fare con chiunque e dovrà dunque fare attenzione anche in questo caso e capire di chi potersi fidare.
Il suo interesse per entrambi i sessi è emblematico nella sua scalata sociale, perché se ne servirà quando necessario, come si servirà di qualsiasi cosa possa essergli utile a raggiungere i suoi scopi. Rimarrete piacevolmente colpiti da Wilhelm perché è una continua fonte di sorprese e sarete sempre più curios* di scoprire come si destreggerà, cosa si inventerà, che inganno tesserà, che bugia racconterà per portare a compimento i propri intenti.
Ma anche gli altri personaggi non sono da meno. Se da un lato abbiamo un manipolo di sediziosi che vogliono cambiare le cose, capeggiati dalla furba domestica Teresa e dal fratello, dall’altro troviamo un’aristocrazia con i suoi interessi e tornaconti.
Se Wilhelm riesce a dimostrarsi un personaggio determinato e pieno di carattere, a spiccare in questa storia sono soprattutto le donne. Dalla disinvolta Teresa, capace di tenere testa agli uomini come poche altre e di imbracciare un fucile come fosse una borsetta, alla tenera Adelheid, una ragazzina in pena per la propria umanità e per quella degli altri; da Lusie, la sorellina fantasma di Wilhelm che riesce a sfidare il fratello anche dopo la morte, a Elsa Sofia, principessa bella e solare che sa rivelarsi spietata quando occorre far intendere chi comanda. Infine, Clothilde, una ragazza apparentemente docile e garbata, che però, come le altre, svela pian piano la sua natura intelligente e ambiziosa.
Il Wurm Rosso è una storia avvincente, ben congegnata, in cui si muovono personaggi grandiosi che non potrete fare a meno di amare e/o odiare. L’elemento politico è centrale, ma l’autrice sa trattarlo in maniera brillante senza mai annoiare chi legge. Se cercate un fantasy appassionante, caratterizzato da intrighi, battaglie, giochi di potere, macchinazioni di ogni tipo ed elementi queer, Il Wurm rosso è quello che fa per voi. Incredibile pensare che si tratti di un’opera self.

Titolo: Il Wurm Rosso
Autore: Valeria Meivaz
Editore: Independently published
ISBN: 979-8258869357
Cosa troverai in questo libro:
Mostri cannibali, tematiche queer, giochi di potere e intrighi di corte

