Strega: secondo la mitologia popolare si tratta di un essere soprannaturale immaginato con fattezze femminili; oppure di una donna reale che svolge un’attività di magia nera, o che dirige i propri poteri ai danni delle persone. Talvolta è un’anziana che opera malefici, talaltra una giovane troppo bella e disinibita.
Le streghe nascono come donne che non si conformano – guaritrici, donne colte, donne belle che non si concedevano, ma anche donne che non si piegavano al volere dell’uomo e al proprio ruolo nell’universo patriarcale -, riconoscibili da una connessione con la natura attraverso la magia. La strega è infatti sempre stata dotata di poteri legati alla natura, alle erbe e ai momenti di passaggio tra vita e morte, quali la malattia e il parto.
Quante opzioni diverse per uno stesso termine… il denominatore comune è la donna, poiché da sempre questo potere oscuro viene attribuito all’universo femminile . Ma noi sappiamo benissimo che nella concezione fantasy la strega può essere tutto questo e anche molto, molto di più.
E tuttavia anche le streghe più potenti nei fantasy devono comunque sempre scappare e nascondersi: anche nei Mondi Secondari rappresentano un femminile racchiuso in pochi esemplari che spesso devono mascherare il proprio potere. Ciò che la strega fa deve essere compiuto in segreto, celato anche quando l’obbiettivo è fare del bene, perché non vengono seguiti metodi convenzionali. Ma perché nascondersi, quando insieme possono essere più potenti di qualunque esercito?
In questo percorso di lettura analizzeremo la figura della strega attraverso romanzi fantasy italiani e internazionali, focalizzandoci su libri per adulti che riescono a trasformare queste donne in qualcosa di più di personaggi legati ad Halloween con il cappello e la scopa. Ci concentreremo sugli elementi trasversali della strega, quali la sorellanza, la comunione con altre donne, il femminismo e il senso di appartenenza, passando attraverso streghe atipiche. Cinque libri più un bonus, per ridare voce a una figura che per troppo tempo è stata bistrattata.
Le Streghe in Eterno

“Sono terrorizzata e sono terrificante. Sono spaventata e sono qualcosa da temere.” Nel 1893 non esistono streghe. Un tempo sì, c’erano, negli oscuri giorni selvaggi prima che iniziassero i roghi, ma adesso la stregoneria è solo una questione di graziosi incantesimi e filastrocche e vecchi racconti per bambini. Se le donne vogliono avere una qualsivoglia forma di potere, devono cercarla nell’urna elettorale. Ma quando le sorelle Eastwood – James Juniper, Agnes Amaranth e Beatrice Belladonna – entrano nell’Associazione per le Donne di New Salem, iniziano a chiedersi se, recuperando antiche parole dimenticate, non sia possibile trasformare quello delle suffragette da un movimento di donne a un movimento di streghe. Inseguite da ombre e morbi, perseguitate da forze che vogliono impedire a una strega di votare – e forse persino di vivere –, le sorelle dovranno immergersi nell’antica magia, tessere nuove alleanze e recuperare il legame che le unisce. Perché le streghe non esistono, ma esisteranno. “Le streghe in eterno” è un racconto che parla di sfide, sorellanza, e del diritto di voto.
Il primo libro di cui vorrei parlarvi è “Le streghe in eterno” di Alix Harrow, un libro che porta avanti molti dei simboli della stregoneria, come il numero tre e la sorellanza (data sia dalla famiglia, sia dall’unione in sè), passando attraverso incantesimi, libri delle Ombre e universi paralleli. Ritroviamo sì alcuni dei simboli legati alle stregoneria, ma anche elementi in chiave “comica”, come l’iconica scopa e il cappello.
In questa società le donne vengono discriminate in quanto tali, ma tra loro vi sono delle streghe. In particolare, tre sorelle dotate di poteri magici si ritrovano per aiutare le donne in una causa che coinvolge tutte: non essere più trattate come se fossero nulla. Il punto cardine di questo libro è l’accettazione delle differenze che le tre sorelle trovano l’una per l’altra e, soprattutto, il potere che si dimostra quando le donne (e anche alcuni uomini) si uniscono e abbracciano il proprio potere per fare fronte comune contro un’ingiustizia.
È un libro che profuma di femminismo intersezionale, di ribellione, di lotta per i diritti, di segreti, ma anche di unità, poiché solo unite si può migliorare il mondo. Il tema cardine è l’emancipazione femminile, raccontata attraverso l’attualizzazione di un contesto storico in cui essa era piuttosto assente (e no, non parlo del 2026).
La Congregazione Reale di Sua Maestà

La vita da strega moderna non è mai stata facile… ma adesso sta diventando davvero apocalittica.
Nota come la Congregazione Reale di Sua Maestà, protegge la corona e il paese da malefiche forze soprannaturali. Ma è dal suo interno che giungerà il nemico più pericoloso. Si mormora infatti di una profezia che metterà la Congregazione in ginocchio, e quattro amiche stanno per scoprire cosa ci sia di vero. Elle, Helena, Niamh e Leonie riusciranno a impedire che la profezia si avveri? O le differenze che le hanno separate a partire dall’infanzia saranno insormontabili?
In “La congregazione reale di Sua Maestà” di Juno Dawson ritroviamo delle streghe moderne e con personalità e idee innovative; decisamente diverse quelle dei fantasy classici, ma allo stesso tempo legate a un’idea di stregoneria che ha radici molto antiche e che si connette all’idea della Dea e dell’equilibrio naturale. La storia è ambientata ai giorni nostri, e sebbene il fatto che esista una congregazione segreta ma conosciuta dai governi non sia un’idea del tutto nuova, risulta ben congegnata.
Nonostante le streghe siano ancora costrette a nascondersi, sono regolamentate da leggi che cercano di mantenere l’equilibrio tra poteri e istituzioni, mantenendo sempre un certo grado di segretezza. I poteri sono legati agli elementi naturali come la guarigione e il controllo degli elementi, ma ne compaiono anche altri legati al misticismo più classico, quali la lettura del futuro e il controllo della mente.
Anche in questa lettura i punti cardine sono quelli che legano una congrega tradizionale: ritroviamo il senso di appartenenza e la sorellanza, l’essere uniti contro qualcosa di più grande che minaccia di sopraffare tutto. Sono inoltre presenti molti temi queer.
Essendo il primo libro di una seria le vicende non si concludono e, anzi, le spaccature aumentano e le cose peggiorano, lasciando un senso di urgenza e dolore.
Wayward

Tre donne. Cinque secoli. Un segreto.
Un appassionante romanzo che racconta la storia di tre donne appartenenti a epoche diverse ma legate da un segreto troppo pericoloso per essere rivelato.
Kate, 2019
Kate fugge da un marito violento lasciandosi alle spalle la sua vita a Londra e cercando rifugio in campagna, al Weyward Cottage, ereditato dalla prozia. Le mura di quella vecchia casa custodiscono un segreto, nascosto lì dai tempi della caccia alle streghe.
Violet, 1942
L’adolescente Violet è più interessata a collezionare insetti e ad arrampicarsi sugli alberi che a diventare una vera signorina. Finché una catena di eventi sconvolgenti non cambierà per sempre la sua vita.
Altha, 1619
Altha è sotto processo per stregoneria, accusata di aver ucciso un uomo del posto. Conosciuta per la sua misteriosa connessione con la natura e gli animali, è una minaccia che deve essere eliminata.
Ma le donne Weyward appartengono alla natura selvaggia. E non possono essere addomesticate. Intrecciando tre storie attraverso cinque secoli, Weyward è un avvincente romanzo sulla resilienza femminile.
“Weyward” di Emilia Hart è una lettura bellissima e totalizzante.
Tre donne, tre epoche diverse e una storia che passa di generazione in generazione: in questo romanzo il potere è sottile, legato alla connessione con la natura e al passaggio generazionale, la parte fantasy è appena accennata – percepibile perché cammina sulla soglia fra realismo magico e il fantasy vero e proprio.
Attraverso i secoli che racchiudono le vicende di questo romanzo è possibile vedere che, in fondo, le cose non sono cambiate più di tanto per alcune donne: sempre costrette a scappare e nascondersi per proteggere sé stesse e quel loro essere diverse che le rende dei bersagli. È una storia che parla di riscatto e di presa di coscienza di sé, ma anche della capacità di riprendersi i propri spazi, la propria vita.
Una lettura sulla libertà, che non deriva dal possesso di poteri magici, ma dall’essere donna.
Falena

“Le montagne, i boschi, gli occhi dei gufi mi passano attraverso il corpo, attraverso la testa. Non ho paura di niente e posso toccare ciò che voglio, entrare dentro ciò che voglio. Il mio corpo è gigantesco, può abbracciare tutto il paese. Il mio corpo è minuscolo e pallido come quello di una falena.” Sulle coste dell’Abruzzo approda una nave da cui scendono Maia, Ermete e Dana, una ragazzina con lunghi capelli neri. Ermete è un reduce, ferito in battaglia, e la sorella e la madre cercano aiuto e riparo. Fra le montagne e i boschi dell’entroterra, bussano alle porte di ogni villaggio ma pochi sono disposti a offrire ospitalità. Dana può entrare in connessione con le forze naturali e per questo è vista con timore e sospetto. Sarà l’incontro con una donna capace di comprenderne natura e poteri a renderla forte e sicura di se stessa, del proprio corpo, della propria identità. Natalia Guerrieri, con una scrittura visionaria e materica, riesce a restituire il dolore e la meraviglia legati alla scoperta della propria natura, dalla frattura della non accettazione alla gioia di essere, finalmente, ciò che si è.
“Falena” di Natalia Guerrieri è una novella che sfiora il romanzo storico, in bilico tra fiaba folkloristica e fantasy. Anche in questa lettura la vena di fantasy è appena accennata, ma molto suggestiva poichè si muove in uno spazio quasi onirico, che si avvicina più all’incubo e all’idea di strega come veniva percepito nell’antichità.
Guerrieri crea una strega che si muove sulla soglia sottile tra guaritrice e creatura preda della magia oscura che si lega al sangue, alla morte. La scrittura è immersiva e riporta alle vecchie credenze e alle superstizioni, alla paura e al misticismo legati a questa figura; ma traspaiono anche il ruolo della conoscenza e l’importanza della sua trasmissione attraverso il tempo.
In “Falena” si ricrea quella paura data dall’alterità e da ciò che non si conosce che spinge coloro che sono al di fuori di questa conoscenza ad attaccare. La novella è breve, ma di impatto, capace di trasportare in un’epoca diversa in cui le antiche leggende prendono vita.
I fiori di Yggdrasill

Weth e il suo compagno Vidar vivono in un villaggio di umani in grado di tramutarsi in lupi. Ma la ragazza si tiene isolata ai margini della società a cui appartengono: come la madre, Weth è una draugr, dotata di poteri temuti da chiunque, per questo si sente bloccata, assediata dagli incubi. Ma durante una battuta di caccia Vidar viene ferito e Weth non può più nascondersi: dovrà affrontare i propri ricordi, paure e speranze se vuole salvarlo.
Veronica De Simone e le illustrazioni di Silvia Vanni raccontano la mitologia norrena, le sue foreste mistiche, le sue sagge sciamane
e l’onnipotente albero della vita in una storia di ricerca che ci ricorda quanto essere parte della comunità ci aiuti a ritrovare chi siamo e cosa desideriamo davvero diventare.
In questa novella non si parla di streghe nel senso tradizionale del termine, ma i suoi elementi magici e tematici si intersecano con l’idea di figure femminili dai grandi poteri.
la protagonista Weth vive isolata rispetto al resto della comunità perchè i suoi poteri e la sua natura spaventano gli altri: infatti è un essere legato alla morte e non viene accettata dal resto del clan. La sua quest per salvare l’unica persona con cui ha un contatto, la porterà ad aprirsi agli altri, lasciando cadere lo scudo che l’ha sempre tenuta in disparte.
Il viaggio è da sempre un elemento cardine del fantasy e anche in questo caso è sia un viaggio fisico per la ricerca di una soluzione a un problema, sia un viaggio interiore, che porterà Weth a conoscere e accettare sé stessa.
Pur staccandosi dalla figura della strega dell’immaginario classico, la lettura affronta temi che si legano alla perfezione con le letture precedenti e con i messaggi a esse legati, ma in questo caso non ci sono lotte contro una comunità ostile, quanto più un’accettazione personale che porta a nuove possibilità.

Streghe che cavalcano lupi e iene, cortei notturni di morti senza riposo, uomini trasformati in animali, formule magiche in grado di controllare spiriti e divinità: ogni popolo e ogni cultura del mondo, dall’alba dei tempi fino a oggi, ha creduto nell’esistenza di individui capaci di nuocere agli altri attraverso poteri magici; personaggi che incutono paura o provocano repulsione, dai quali è necessario difendersi, le cui caratteristiche vanno a formare la sfaccettata figura della strega. Dall’Africa al Baltico, dall’antica Grecia alle Americhe, le streghe hanno tratti sorprendentemente simili: agiscono di notte, causano malattie e morte a distanza, sono particolarmente pericolose per i bambini, costituiscono una minaccia per l’ordine sociale. Il mondo antico teme e disprezza chi pratica la stregoneria perché considera i suoi poteri un tentativo di appropriarsi di prerogative divine, e nella Roma imperiale la magia è combattuta ferocemente in nome della religione ufficiale. Altre culture oppongono alla stregoneria figure specifiche dotate a loro volta di poteri straordinari, come esorcisti specializzati in Africa, i praticanti delle tradizioni sciamaniche in Siberia ed Europa settentrionale o i benandanti friulani. Nell’Europa continentale del Medioevo streghe e guaritori dai poteri innati convivono con maghi eruditi eredi di una tradizione di magia rituale che ha origine nell’antico Egitto. A partire dalla fine del XIV secolo la cultura cristiana produce lo stereotipo della strega diabolica, schierata con le forze del male nell’eterna battaglia contro la Chiesa, che è all’origine delle persecuzioni dell’età moderna. Dappertutto e in ogni tempo le persone etichettate come streghe sono il capro espiatorio di tensioni e invidie all’interno delle comunità. Ronald Hutton, studioso di magia e paganesimo, seguendo le orme di Carlo Ginzburg e Wolfgang Behringer esamina la credenza nelle streghe da ogni angolazione e in prospettiva globale, attraverso epoche e continenti, a caccia dei nessi tra le tradizioni folkloriche di svariati popoli e società. Streghe è una discesa vertiginosa nelle più oscure e antiche fantasie dell’umanità, che testimonia come la nostra fascinazione per la paura e l’ignoto non abbia confini di spazio e di tempo. Signore della notte, custodi di arcani segreti, eredi di culti pagani, nemiche degli dèi e degli uomini, divoratrici di bambini: storia e leggenda delle streghe dall’antichità a oggi.
Menzione speciale per “Streghe” di Ronald Hutton, edito Il Saggiatore.
È vero, si tratta di un saggio e stiamo parlando di fantasy, ma in questa lettura si parla a fondo di una delle figure più conosciute del folklore. Mito, leggenda, un pizzico di verità, accadimenti inspiegabili… in questo saggio si analizzano in profondità la strega e la donna che c’è dietro, esplorando con gli occhi di oggi storie e miti che affondano le radici nell’antichità.

