Dioniso: un’antica divinità greca, un archetipo della filosofia di Nietzsche… Questo è ciò che potremmo ricordare dai nostri tempi di scuola. Ma il Dio Vino è molto, molto di più! Ce lo racconta Dieu Vin, una novella frutto della collaborazione tra gli autori Sephira Riva e Romain Delplancq, in uscita sul mercato francese il prossimo 15 Maggio con la casa editrice Hikaya.
Una storia da bere tutta d’un fiato, come un buon calice di vino alla fine di una lunga giornata.
La prima cosa a colpire l’attenzione nella lettura è la struttura del racconto: tutto ha inizio con Arianna, principessa di Creta, figlia di re Minosse, colei che aiutò Teseo ad affrontare il minotauro nel labirinto e fu in seguito abbandonata sull’isola di Nasso. Qui, in una grotta, Arianna beve. Beve vino da un otre senza fondo e sempre pieno, combattuta tra indipendenza e solitudine, tra l’amore e la paura per Stafilo, un figlio maledetto come il minotauro.
Sono allucinazioni quelle che Arianna vive? La storia non ci offre risposte, non ancora; fa invece un passo più in profondità e ci porta nell’Antico Egitto, presso una tomba nella quale un demone-toro si è appena risvegliato, senza memoria ma assetato di sangue.
E poi via, ancora più indietro fino all’epoca sumera, in cui una giovane scriba incaricata di catalogare le anime dei defunti riceve una visita inaspettata…
Tre epoche, tre personaggi accomunati da una sola domanda e una fondamentale ricerca: chi sono io, chi sono veramente? L’ho dimenticato.
“La tua prima ebbrezza. Te la ricordi? C’è sempre stata l’estasi nel cuore dell’ebbrezza.”
“Volevano che vedessi qualcosa… Ma le visioni mi sfuggivano.”
“Siamo, noialtri, creature di passione e non di visioni. Degli ubriachi del cuore e non degli occhi. Il tuo viaggio interiore era appena cominciato.”
Per scoprirlo serve una chiave di lettura, serve andare fino in fondo. Un fondo rappresentato dal Neolitico, dai luoghi in cui in futuro sorgeranno le città del Nord Italia e dove il nostro antenato Kunobhrse, assieme alla Madre, si è fermato dopo la lunga marcia della vita nomade.
Frutto di un attento studio delle fonti, questa è senz’altro l’ambientazione più affascinante della novella: un mondo fatto di montagne e acquitrini, in cui le tribù vagano in cerca di risorse e riparo, dipingendo caverne e cantando alla luce del fuoco in onore della natura e degli antenati. E la vite allora, cosa c’entra? Rampicante selvatico, ancora aspro e fragile, la vite viene usata in un rito sciamanico durante il quale Kunobhrse si lega a essa, finendo per addomesticarla e coltivarla a beneficio delle generazioni future.
Nel rapporto tra madri e figli, tra diverse generazioni e punti di vista, c’è tanto la difficoltà della vicinanza quanto quella della separazione; un dualismo, una frizione che è motore della storia (e della Storia). Perché ogni nostra scelta è sia causa che effetto di una trasformazione.
Un uomo diventa tale quando si ritrova solo?
Eppure, ero più me stesso quando appartenevo a qualcuno.
Ed ecco che la storia si riavvolge, risale la sua spirale e collega tra di loro le varie incarnazioni del Dio Vino: Geshtinanna, la dea sumera, Serapis, il dio egizio, e Arianna, la paredra di Dioniso. Questo “io”, questo “noi”, ricorda finalmente i propri nomi e riacquista così una grande forza.
I temi cardine della narrazione sono infatti la memoria e la consapevolezza: davanti alla fragilità dell’essere umano, alla precarietà della vita in un mondo che cambia in continuazione, possiamo tutti sentirci inutili, fuori posto o non abbastanza; ma ricordando da dove veniamo, immaginandoci come parte di qualcosa di più grande, di una famiglia che continua, si reincarna, diversa ma sempre la stessa, possiamo sperare di ritrovare un senso, una comunione di intenti, e sentirci meno soli. Alla fine, il racconto aiuta a far germogliare nel lettore le risposte alle domande che ha seminato.
Con una prosa lirica e inquieta, Romain Delplancq e Sephira Riva ci guidano in un viaggio rituale alla scoperta delle nostre radici; il vino, la sete, il canto e il caos lo attraversano come un fil rouge, offrendoci immagini straordinariamente vivide legate alla vite e al nostro rapporto con essa. E vale la pena fidarsi, abbandonarsi e lasciarsi trasportare dall’ebbrezza!
Dieu Vin è senz’altro una lettura intensa, nonostante il piccolo formato, ma è una di quelle che da frutti nel tempo, prestandosi a nuove interpretazioni a ogni rilettura.

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Titolo: Dieu Vin
Autori: Sephira Riva, Romain Delplancq
Casa Editrice: Editions Hikaya
Codice EAN: 9782488441025
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Cosa troverai in questo libro:
Un viaggio alla scoperta delle radici
Ambientazioni uniche
Una grande famiglia
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